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Storia

Uno stile cosmopolita

Kundalini è oggi un’azienda che punta su una progettazione consapevole e matura, focalizzata sulla forma, ma anche sulla funzione, sulla scelta di materiali e tecnologie d’avanguardia, sul significato profondo di ogni progetto. Il logo Kundalini, un segno pulito, razionale, estremamente riconoscibile, legato al suo passato, ma fortemente orientato verso il futuro, rispecchia perfettamente il linguaggio e le scelte dell’azienda.

2014

DAWN

Marco Merendi

2013

PEACOCK

Noé Duchaufour Lawrance

2011

EVITA

AquiliAlberg

2010

KYUDO

Hansandfranz

2006

ATOMIUM

Hopf & Wortmann – Büro Für Form

2005

BOKKA

Karim Rashid

Una forte identità

Questo risultato è il frutto di un’evoluzione progressiva del linguaggio, dello stile e della produzione Kundalini a cui si è giunti grazie a collaborazioni con designer e architetti di fama internazionale che hanno contribuito all’evoluzione del linguaggio iniziale verso forme anticonvenzionali e nuove estetiche. Anche il logo si è evoluto di pari passo e i Chakra che avvolgevano i caratteri del primo logotipo Kundalini si sono smaterializzati e fusi in un unico corpo fluido e simmetrico che ha caratterizzato la fase intermedia dell’azienda, instancabilmente orientata alla creazione di un’identità forte e riconoscibile.

Corpi di illuminazione interiore

Tutto ciò è stato possibile grazie al successo che Kundalini ha riscosso fin dai suoi esordi nel 1996 e all’intuizione che ha portato alla sua creazione: la luce non illumina solo gli ambienti che ci accolgono, ma anche la nostra interiorità; la luce non solo è disegnata, ma a sua volta disegna la nostra percezione del mondo e della vita. Kundalini, termine della lingua sanscrita, indica l’energia che risiede in ogni individuo e che, se riscoperta, conduce all’illuminazione dell’anima. In sintonia con lo spirito di questo nome e dei primi progetti è nata la definizione corpi di illuminazione interiore che esprimeva in parole la sensazione che i prodotti suscitavano in chi li osservava e viveva. Una visione estatica, e non solo estetica.

2003

SAMA

Gregorio Spini

2001

SHAKTI

Marzio Rusconi Clerici

1996

E.T.A.

Guglielmo Berhicci